Ogni avventura inizia col primo passo o con un tiro di dado.

Dado a cento facce, il d100.

Il dado a cento facce rientra sempre nella forma del trapezoedro pentagonale, come suo fratello, il D10. Delle forme geometriche che compongono il set di dadi di d&d questa è l’unica forma che non rientra nella definizione di solido platonico, poiché le sue facce, gli spigoli e i vertici non sono equivalenti.

In Dungeon and dragons il D100 è usato esclusivamente per un fattore percentuale (o per mancanza di pedine, al solito). Come funziona un dado percentuale? Si hanno due dadi a dieci facce, un D10 e un d100, che si differenziano dalla quantità delle cifre incise. Il D10 va da 1 a 10, dove il 10 è indicato dallo 0. Il D100, allo stesso modo, va da 10 a 100, dove 00 rappresenta il 100. Se usati insieme il discorso può cambiare. La regola dice che il D10 stabilisce le unità, mentre il d100 le decine. Il tiro andrà da un minimo di 1 a un massimo di 100. Lo 0 nel D10 vale 0, mentre lo 00 del D100 può valere sia 0 che 100, tutto dipende da quale cifra si accompagna all’uno o all’altro. I due massimi possibili (0-00) daranno come risultato 100, mentre il risultato minimo, quindi 1, sarà 1-00. Un 9 quindi si otterrà con 9-00, un 30 con 0-30, un 89 con 9-80, ecc. .

In che casi si utilizza questo meccanismo? La classe dello stregone può adoperare questa meccanica una volta che si stabilisce l’origine dei propri poteri con “Magia selvaggia” e a pagina 112 del manuale del giocatore (versione italiana) si può trovare la tabella con i risultati possibili e i loro effetti collaterali. Inoltre, si usa questa modalità anche per decretare l’esito di eventi o di incontri casuali, o se, mangiando un cibo sconosciuto, si avranno delle conseguenze temporanee o permanenti. È un ottimo metodo per fornire spunti narrativi a tutti i membri del party e arricchire la campagna con aneddoti particolari.

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